Impresa Super-Abile

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Da sempre sostengo che il ruolo dell’imprenditore deve essere, oltre che economico, anche e soprattutto sociale. Fare Impresa non significa accumulare ricchezza, ma distribuire benessere, affinché possa crescere anche il tessuto economico e sociale del territorio in cui l’azienda è inserita.

In quel tessuto economico e sociale dobbiamo guardare a chi ha più bisogno di aiuto, perché l’equità passa dalla possibilità di dare a tutti le stesse opportunità, un eguale punto di partenza, affinché possa giocarsi le sue chance senza la convinzione di partire sconfitto; ecco quindi che il sostegno alle disabilità in ambito economico, sociale e culturale costituisce uno dei presupposti per la realizzazione di una Società inclusiva e moderna.

Impresa Super-Abile” è Il Salotto di Sassuolo, organizzato con CNA, nel quale abbiamo riunito esperti e istituzioni per discutere, con imprenditori e non in un talk informale, di come la disabilità possa essere un’Impresa Super-Abile, cercando di capire le migliori forme di inclusione per costruire un’impresa, una comunità e una società sempre più aperta e capace di annullare le differenze.

Siamo consapevoli che il diritto al lavoro delle persone con disabilità è ancora disatteso, nonostante la legge n. 68 del ‘99 (e successive modifiche) sul collocamento mirato. Ciò è evidenziato dai dati dell’Istat, che sono impietosi: la quota di occupati tra le persone con disabilità è appena dell’11,1%, a fronte del 55,2% nel resto della popolazione.

Dobbiamo essere noi Imprenditori gli attori protagonisti nella costruzione di una Società più equa e più giusta. Oggi ci sono sempre più imprese e imprenditori che considerano l’inclusione lavorativa una risorsa da valorizzare. Cambia l’approccio organizzativo e, attraverso il “diversity management”, si punta a conciliare il diritto delle Persone alle pari opportunità con le esigenze di competitività ed efficienza dell’azienda.

Dobbiamo essere noi Imprenditori gli attori protagonisti nella costruzione di una Società più equa e più giusta.

Le diversità possono fare la differenza in termini di creatività, innovazione e business; quindi diventano una risorsa da valorizzare, non solo per adempiere a obblighi normativi ma anche come strumento per aumentare la competitività dell’impresa e le possibilità di successo, raccontano gli esperti e gli ospiti de Il Salotto di Sassuolo. Ogni singolo individuo può quindi portare un valore unico in azienda e contribuire alle sue performance.

In questo contesto emerge una figura sempre più centrale: il disability manager. Un professionista (dipendente dell’ente pubblico o dell’azienda oppure un consulente esterno) che svolge il ruolo di “facilitatore”, e ha il compito di favorire l’inclusione di qualità nel contesto lavorativo predisponendo progetti personalizzati in base ai bisogni e ai talenti di ciascuno. In pratica si occupa di abilitare la disabilità.

Per realizzare in concreto l’inclusione delle varie diversità e consentire a tutti di svolgere bene il proprio lavoro è necessario, non solo abbattere le barriere architettoniche e sensoriali, ma anche e soprattutto quelle relazionali con i colleghi, il team e i manager.

L’inclusione comporta l’accettazione dell’altro così com’è, uno scoglio non sempre facile in una società dove la diversità spaventa. Ma se disabilità significa diversità, essendo ogni individuo unico e quindi diverso dall’altro, siamo tutti disabili e quindi uguali.

La diversità è unicità e deve essere vissuta come quel valore aggiunto che può contribuire alla performance efficace dell’azienda.

Una ricerca del Boston Consulting Group ha evidenziato che investire sulle diversità genera anche profitto; ambienti eterogenei in tutti i settori aziendali comportano più creatività e innovazione e quindi maggiore produttività, oltre che aiutare a costruire Società e Comunità più aperte e moderne, capaci di convivere con la diversità.

Con questo spirito e con la voglia di contribuire a rendere la società di domani migliore di quella di ieri, abbiamo affrontato questi temi e gli spunti emersi, come avete potuto leggere, sono interessanti e stimolanti. Nelle prossime settimane con CNA Sassuolo incontreremo gli attori coinvolti per capire come questi spunti e queste idee possano diventare azioni concrete e utili per lo sviluppo di una comunità più aperta e inclusiva.

Chi è l'autore

Lapo Secciani

Sono nato il 06 marzo 1982, fiorentino di nascita e modenese di adozione; Imprenditore, Manager e Creativo. Inizio a lavorare nel 2005, dopo aver terminato il master in marketing, come manager in affitto in alcune delle più importanti aziende della Toscana.
Oggi sono Amministratore Unico e Socio Fondatore di LSH SBrl, Società Benefit certificata B Corporate, che si occupa di formulare e produrre integratori nutraceutici innovativi, oltre che di consulenza strategica, marketing e gestionale.
Sono Presidente del Comitato per l'Imprenditoria Giovanile della CCIAA di Modena, oltre che Presidente Giovani Imprenditori e Presidente Area Sassuolo di CNA Modena.
Credo fermamente che il ruolo dell'imprenditore sia soprattutto sociale, oltre che economico; aspiro ad essere un buon esempio di imprenditore etico e impegnato a favore della comunità.
Ho due modelli e sono Sergio Marchionne e Adriano Olivetti.

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