un no al populismo

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La proposta di riforma costituzionale è irricevibile.


Sbandierata come la soluzione per tagliare i “privilegi della casta”, produrrà un “sostanzioso” risparmio pari allo 0,007% del bilancio Italiano (un nulla in termini economici). In compenso però si sprecano 200mld con la Pubblica Amministrazione e abbiamo un ministro che parla di “privilegi della casta” che si permette uno staff da 700mila Euro/anno.
Si tratta di pura demagogia e populismo perché non si risparmia nulla, perché non si tagliano i privilegi, perché non si agisce per superare il bicameralismo perfetto, che è causa di inefficienze e ritardi.

Vogliamo tagliare gli sprechi?

CERTO che vogliamo…

Iniziamo dall’aumentare la qualità dei parlamentari (oggi rappresentanti da una generazione di persone che non ha idea di cosa significhi lavorare), agiamo sulle inefficienze della PA e sui numerosi sprechi che alimentato quella che è la reale casta, quella delle “poltrone”.
Farlo però significa depotenziare i partiti, ormai strumenti nelle mani di leader e dirigenti capaci solo di proiettare loro stessi nel futuro.

“Il nostro tessuto economico è fatto al 97% da PMI, organizzate e strutturate in distretti, con esigenze, problematiche e specificità diverse le une dalle altre. La riduzione dei parlamentari renderebbe ancora più difficile creare dialogo tra i distretti (le imprese) e la politica, allontanando ancora di più il decisore dall’economia reale.”


Altra questione importante che questa riforma danneggia è la rappresentatività che, con questa riforma, viene minata, comportando un grave danno economico e sociale. Il nostro tessuto economico è fatto al 97% da PMI, organizzate e strutturate in distretti, con esigenze, problematiche e specificità diverse le une dalle altre. La riduzione dei parlamentari renderebbe ancora più difficile creare dialogo tra i distretti (le imprese) e la politica, allontanando ancora di più il decisore dall’economia reale. Soprattutto considerando il livello medio di competenza e professionalità della nostra classe politica.
Una condizione che mette in crisi, prima le imprese, poi le Comunità nelle quali le imprese insistono.


Sostenere il SI è la dimostrazione di come i partiti che sostengano questa riforma scandalosa siano più concentrati su se stessi (sopravvivere) che non sulle reali necessità e il futuro del Paese.
A chi dice “ma se cade il governo il Paese sarà nelle mani della destra” io rispondo che esiste anche l’opposizione e in una democrazia può, ahimè, capirete di andarci ogni tanto.


La casta è questa attuale classe dirigente che prova a nascondere la propria natura egoista e personalistica, agli occhi del Popolo, con una riforma vergognosa. Se uno vuole tagliare la casta l’unica cosa possibile è dire fermamente NO a riforme pensate per indebolire la pluralità delle idee.

Chi è l'autore

Lapo Secciani

Sono nato il 06 marzo 1982, fiorentino di nascita e modenese di adozione; Imprenditore, Manager e Creativo. Inizio a lavorare nel 2005, dopo aver terminato il master in marketing, come manager in affitto in alcune delle più importanti aziende della Toscana.
Oggi sono Amministratore Unico e Socio Fondatore di LSH SBrl, Società Benefit certificata B Corporate, che si occupa di formulare e produrre integratori nutraceutici innovativi, oltre che di consulenza strategica, marketing e gestionale.
Sono Presidente del Comitato per l'Imprenditoria Giovanile della CCIAA di Modena, oltre che Presidente Giovani Imprenditori e Presidente Area Sassuolo di CNA Modena.
Credo fermamente che il ruolo dell'imprenditore sia soprattutto sociale, oltre che economico; aspiro ad essere un buon esempio di imprenditore etico e impegnato a favore della comunità.
Ho due modelli e sono Sergio Marchionne e Adriano Olivetti.

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