Quando parliamo di giovani e lavoro, rischiamo di cadere in due trappole. La prima è l’etichetta facile: i giovani sarebbero fragili, sfuggenti, incapaci di sacrificarsi. La seconda, speculare, è l’idolo generazionale: i giovani sarebbero migliori di noi, portatori di senso e futuro. La verità, come spesso accade, sta altrove: nelle persone, nei valori, nelle scelte. Il lavoro, oggi, è il terreno...
in questi articoli parlo di imprenditorialità; sottolineando un aspetto per me importante e cioè che l’essere imprenditore e il fare impresa significa avere un ruolo anche e soprattutto sociale, oltre che economico.