Ci sono città che soffocano: strade roventi, aria immobile, piazze senz’anima. Quartieri dove l’asfalto brucia, i muri rilasciano calore, e il cemento non lascia spazio ad altro che al suo silenzio. E ci sono città che respirano: fresche, verdi, vive. Città che sanno offrire ombra e acqua, che mescolano natura e architettura, che accolgono chi le abita. La differenza non è casuale: è una scelta...
Abitare il futuro
La casa non è più solo un tetto. Non è un bene da accumulare, un muro da difendere o un investimento da rivendere. La casa è un organismo vivo, che respira con le persone, muta con le stagioni delle relazioni, si apre alla comunità. Non una proprietà statica, ma una trama di vita che evolve. Per troppo tempo abbiamo pensato all’abitare come a una gabbia da possedere: mattoni e muri che definivano...
Il futuro del lavoro come alleanza
Il lavoro non può più fondarsi sul vecchio principio capitalistico del “mors tua, vita mea”. Non è più tempo di logiche di contrapposizione: né padrone contro dipendente, né venditore contro acquirente, né impresa contro impresa. Oggi società, persone e mercati chiedono un modello diverso: un business che generi guadagno garantendo al tempo stesso lavoro dignitoso, e che permetta all’altro —...
L’eleganza dei colori: stile, personalità e cultura
Un blu profondo che trasmette fiducia, un grigio sobrio che ispira compostezza, un tocco di rosso che accende l’attenzione. Non è un dettaglio estetico: è linguaggio. È presenza. È identità che si manifesta Il colore non è ornamento. È un codice invisibile che accompagna ogni nostra scelta, dalle vetrine dei brand più iconici fino all’abito che indossiamo in un giorno importante. Il marketing lo...
Quando il lavoro diventa una gabbia invisibile
“Qui siamo tutti una cosa sola.” “Dovresti sentirti onorato di farne parte.” “Quello che ricevi vale più di quello che ti viene chiesto.” Dietro parole che sembrano rassicuranti, spesso si nasconde un meccanismo sottile: l’azienda che si veste da famiglia, la gratitudine usata come leva di controllo, l’appartenenza trasformata in un vincolo che non lascia spazio al dissenso. È in quel momento che...
Il lavoro che manca: dall’ascensore sociale rotto al bisogno di una nuova cultura d’impresa
Un giovane su quattro in Italia pensa di cambiare lavoro nei prossimi sei mesi. A dirlo è il rapporto Grafton di Excellera Intelligence: una fotografia nitida di un mercato del lavoro dove l’insicurezza economica e contrattuale è il vero motore delle scelte, mentre motivazioni come valori aziendali, opportunità all’estero o desiderio di cambiare settore restano marginali. Dietro questo dato, che...
Clima aziendale: il Patto di Rispetto (e di Performance)
Quando parliamo di impresa, collegata alla sostenibilità e alle persone, sempre più spesso parliamo di clima aziendale, di benessere, work-life balance, felicità. Parliamo meno di rispetto, responsabilità, standard. E quasi mai diciamo la cosa più semplice: senza un patto reciproco non c’è azienda che tenga. Il benessere non è un catalogo di benefit. È un effetto collaterale di relazioni fondate...
Il gioco come atto serio: perché l’impresa deve tornare a giocare
C’è qualcosa di profondo, di quasi rivoluzionario, nell’osservare un bambino costruire con i mattoncini LEGO. Non segue un progetto preordinato, non chiede permessi, non teme l’errore. Sperimenta. Prova, sbaglia, ride. Impara. E costruisce mondi. E se fosse proprio questo il modello educativo che manca oggi al lavoro, all’impresa, alla società? Abbiamo smesso di giocare Nel passaggio...
Tra radici e orizzonti: l’arte di costruire ponti nel mondo dell’edilizia
Ci sono momenti, nella vita di un’impresa, in cui bisogna scegliere se restare ancorati a ciò che si conosce o se rischiare di mettere piede su terreni ancora inesplorati. Il vero salto avviene quando radici e orizzonti smettono di essere due concetti separati. Le radici sono il territorio: conoscerne i ritmi, la geografia industriale, le persone che fanno accadere le cose. Sono i cantieri...
Nel tempo delle solitudini: ripensare l’abitare per ricostruire legami
Entro il 2050, il 41% delle famiglie italiane sarà composto da una sola persona. Non è una suggestione narrativa: è la fotografia cruda scattata dall’ISTAT. Mentre la popolazione complessiva diminuirà di oltre 4 milioni, aumenteranno nuclei unipersonali, fragilità, solitudini. Ma il vero allarme non è solo demografico. È esistenziale. È il progressivo svuotamento relazionale che sta ridisegnando...
