La parola progetto accompagna ogni giorno il lavoro di chi opera nella filiera delle costruzioni. La utilizziamo con tale naturalezza da avere quasi smesso di interrogarci sul suo significato. Quando parliamo di un progetto immaginiamo tavole, relazioni, modelli, calcoli, capitolati, dettagli costruttivi. Pensiamo all’architettura che prende forma, alla struttura che viene dimensionata...
La complessità non è il problema: Perché la filiera delle costruzioni è cambiata molto, più di quanto immaginiamo
Ogni tanto vale la pena fermarsi qualche minuto davanti a un edificio appena concluso. Non per osservare l’architettura, né per giudicare la qualità delle finiture o delle soluzioni tecniche adottate, ma per provare a immaginare tutto ciò che quell’opera non mostra. Una scuola, un ospedale, un edificio produttivo o un complesso residenziale raccontano sempre una storia visibile fatta...
Le decisioni diventano materia: Perché continuiamo a cercare le soluzioni nel posto sbagliato
Ci sono riunioni che, con il passare degli anni, finiscono per assomigliarsi tutte. Cambiano le imprese, cambiano i progettisti, cambiano i committenti, cambiano le dimensioni economiche delle commesse e perfino gli edifici che stanno prendendo forma. Cambiano i nomi delle persone sedute attorno al tavolo, ma non cambia il momento nel quale la conversazione imbocca sempre la stessa direzione. Sul...
IMPRONTE #1 – La trasformazione della filiera delle costruzioni
Le imprese si raccontano attraverso ciò che costruiscono. Ma si riconoscono da come scelgono di farlo. Per anni il dibattito sul futuro delle costruzioni si è concentrato sulla tecnologia, sulla digitalizzazione, sui nuovi materiali e sulla crescente specializzazione delle competenze. Tutti temi fondamentali, ma forse non sufficienti a spiegare le difficoltà che molte organizzazioni continuano a...
La più grande follia? Mettere un umanista alla guida di un’impresa di costruzioni
Proviamo a partire da una scena concreta. Un imprenditore edile, magari alla seconda generazione, si trova davanti a una scelta: l’azienda cresce, i cantieri aumentano, la complessità pure. Serve qualcuno che aiuti a fare un salto di qualità nella gestione. Chi scegliere? La risposta più immediata arriva quasi automatica: “Prendiamo un tecnico bravo, un ingegnere o un architetto. Uno che conosca...
Manager custodi, non dominatori
Per decenni abbiamo immaginato il manager come colui che guida dall’alto, che ordina, che decide da solo. Una figura che incarna il mito del comando: torre isolata, potere concentrato, forza che si misura nella distanza dagli altri. Abbiamo celebrato il capo onnisciente, il dominatore che regge tutto da sé, come se la leadership fosse sinonimo di solitudine. Ma quel modello ha mostrato le sue...
Il coraggio del non ancora
Ci sono momenti in cui nulla è definito. Né passato, né futuro. È la soglia: fragile, sospesa, dove ogni possibilità resta aperta. Sono i confini mobili che spaventano e affascinano, perché nulla è certo eppure tutto può nascere. Abitare il “non ancora” non è debolezza: è la competenza più radicale che l’homo eco-centrico possiede. Significa accettare la fragilità dell’attesa, viverla come...
Il futuro del lavoro come alleanza
Il lavoro non può più fondarsi sul vecchio principio capitalistico del “mors tua, vita mea”. Non è più tempo di logiche di contrapposizione: né padrone contro dipendente, né venditore contro acquirente, né impresa contro impresa. Oggi società, persone e mercati chiedono un modello diverso: un business che generi guadagno garantendo al tempo stesso lavoro dignitoso, e che permetta all’altro —...
Quando il lavoro diventa una gabbia invisibile
“Qui siamo tutti una cosa sola.” “Dovresti sentirti onorato di farne parte.” “Quello che ricevi vale più di quello che ti viene chiesto.” Dietro parole che sembrano rassicuranti, spesso si nasconde un meccanismo sottile: l’azienda che si veste da famiglia, la gratitudine usata come leva di controllo, l’appartenenza trasformata in un vincolo che non lascia spazio al dissenso. È in quel momento che...
L’organizzazione che respira
L’organizzazione come ecosistema vivente Un’organizzazione non è una macchina da governare, ma un ecosistema da coltivare. Olivetti lo aveva compreso prima di molti: l’impresa non poteva esistere separata dalla comunità, ma doveva diventare parte di un equilibrio sociale e culturale. Non era paternalismo, era responsabilità: un’impresa che respira insieme al territorio, che riconosce il legame...
